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Il Gran Cono

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Dal parcheggio di quota mille, sul colle Margherita, inizia la risalita storica al cratere del Vesuvio. Superato il cancello d’entrata si sale sul dorso del Gran Cono dove un osservatore attento noterà che sotto i propri piedi ci sono cenere, lapilli e lava dell’ultima eruzione del 1944. Salendo lungo il sentiero si ha un ampia panoramica su tutto il golfo di Napoli dove, a causa di un’alta densità abitativa, è difficile distinguere una città dall’altra. Raggiunto il cratere ,i visitatori potranno affacciarsi sull’orlo e leggerne la storia nelle pareti , nella stratigrafia “indice di continue mutazioni”,nei traboccamenti ,nell’attività esplosiva e nei collassi del 1944.

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Il Gran Tour

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Superato il cancello d’entrata a quota mille, si sale per il sentiero che conduce al cratere. Arrivati a quota (m1150 slm) , si prende un’ altro sentiero che percorre l’orlo est del cratere passando per il punto più alto (m.1281slm) , da dove è possibile scendere un po’ all’interno del cratere . L’affaccio è sui vapori caldi (le fumarole),che segnalano la presenza di un notevole calore ad una certa profondità, segno dell’attività del vulcano. Si tratta di infiltrazioni d’acqua che trovando il calore evapora portando con se gas. Risaliti si continua a percorrere la circonferenza (m.1500 ) fino a località capannuccia (m.1167 slm)dove ci si ricollega al sentieroche ci riporta al punto di partenza (m.1000 slm)

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La Strada Matrone

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La strada Matrone (Strada carrabile cosi chiamata perché fatta costruire dall’Ing. Matrone tra il 1920 e il 1930 e che da Boscotrecase conduceva a circa novecento metri ) rappresenta uno degli itinerari più panoramici del Parco Nazionale del Vesuvio. Cominciando a salire si attraversa un bosco a Pino,  dopo  di che superato anche il bosco a leccio si raggiunge una macchia arida  dove diventa più evidente il terreno vulcanico. Ci si affaccia sulla penisola Sorrentina da Castellammare di Stabia a Sorrento passando per i monti Lattari. Arrivati ad uno slargo un tempo usato per il parcheggio si può godere del bordo Sud del cratere, della punta Nasone (Monte Somma) e della Valle dell’inferno.
Si riprende il percorso dell’andata in discesa verso l’uscita.

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La Valle Dell'Inferno

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Il percorso comincia lungo un sentiero alla base del Gran Cono invaso da depositi piroclastici fino a che non si giunge a delle scale che conducono alla Valle dell’Inferno. Si prosegue in discesa tra una fitta macchia di ginestre passando guardando in alto per il suggestivo “Arco Naturale” e dove è facile distinguere “Dicchi vulcanici” sulla parete del Monte Somma. Arrivati sul fondo della valle, si può godere dell’imponenza del complesso Somma-Vesuvio, osservando dal basso il Gran Cono e il Monte Somma. Qui il paesaggio è arido, ricco di licheni e piante erbacee. Giunti alla base dei Cognoli di Levante si nota la formazione di lave a “corda” e di una profonda spaccatura dovuta alle eruzioni del 1906-1929. Si prosegue in discesa fino ad uno slargo detto “piazzale legalità” da cui partono una serie di sentieri. Preso il secondo  sulla destra nella direzione di marcia si risale fino a che non si trova un sentiero carrabile “strada Matrone” che bisogna percorrere nella direzione del Gran Cono tenendo, trovato un bivio , la destra sul sentiero che ne fiancheggia le pendici e da dove si domina dall’alto tutta la valle dell’inferno trovando cosi l’uscita.

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